La città di Fermo rende omaggio a Mario Dondero con la mostra “Cinéma mon amour”, a cura di Cristina Iacoponi e Francesco Pascali, con la supervisione di Pacifico D’Ercoli e Laura Strappa (Fermo, Terminal Dondero, 14 febbraio – 12 aprile 2026).
Attraverso un centinaio di fotografie verranno raccontati gli incontri di Dondero con il cinema, evocativa testimonianza di uno sguardo in grado di immortalare la vita del set e i suoi protagonisti come forme della storia in atto.
Nel suo intenso bianco e nero, Dondero racconta la fitta trama di relazioni umane alla base della realizzazione di ogni buon film. La sua passione per il mondo appare anche nelle foto scattate a registi e attori poco conosciuti, provenienti da paesi al di fuori dei circuiti consacrati. Saranno esposte insieme a quelle fatte ai divi, che vengono colti nella loro umanità, senza alcuna traccia di glamour. Volti che sul grande schermo sembrano irraggiungibili diventano quasi familiari.
La selezione include grandissimi cineasti, da Maselli a Tarkovskij, da Varda a Bellocchio. Celebri interpreti che hanno ammaliato generazioni di spettatrici e spettatori, da Isabelle Huppert a Gian Maria Volonté, fino a Eva Marie Saint, Jean-Louis Trintignant, Claudia Cardinale.
L’Associazione Altidona Belvedere – Fototeca Provinciale di Fermo si è posta l’obiettivo di presentare al pubblico foto inedite (compresa una serie di scatti a colori), realizzate in epoche diverse della vita di Dondero.
Sarà un’occasione per scoprire nuove prospettive sul lavoro svolto dal fotografo, ritrovando film meno noti e grandi capolavori (tra gli altri: Il mare di Giuseppe Patroni Griffi, 1962; 8 ½ di Federico Fellini, 1963; Francesco d’Assisi di Liliana Cavani, 1966; Grand Prix di John Frankenheimer, 1966). Più che il mondo del cinema, a Mario interessa il cinema del mondo, nelle sue varie declinazioni. E ce lo mostra con la consueta gentilezza.
Saranno dedicate delle monografie a quattro set fotografati da Dondero: Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci, 1964; Yankee di Tinto Brass, 1966; Molière di Ariane Mnouchkine, 1978; e la preparazione de La Bibbia, film realizzato nel 1966 da John Huston cui aveva inizialmente preso parte anche Orson Welles. Non mancherà un omaggio a Pier Paolo Pasolini, grande amico di Dondero nella stagione romana, e uno alla Mostra del Cinema di Venezia del 1966.
All’inaugurazione, che si terrà al Terminal Dondero sabato 14 febbraio 2026 alle ore 17:00 parteciperà il regista e sceneggiatore Marco Tullio Giordana.
Domenica 15 febbraio alle ore 10:00, al Cinema Sala degli Artisti (via Mameli n. 2, Fermo) verrà proiettato il film La ricotta di Pier Paolo Pasolini, con l’introduzione di Marco Tullio Giordana. A seguire, il breve documentario Comunisti, realizzato nel 1966 da Mario Dondero e dal regista Giorgio Pelloni per la tv svedese (maggiori informazioni e prenotazioni su https://saladegliartisti.wixsite.com/saladegliartisti).
L’evento inaugura una serie di incontri che saranno organizzati durante il periodo della mostra, per arrivare al finissage del 12 aprile 2026, in occasione del quale verrà presentato il catalogo.
La mostra Cinéma mon amour ha il sostegno del comune di Fermo e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo. Si avvale della collaborazione di Fermo Musei e di Maggioli SpA, con l’azienda Casciaroli come main sponsor. Rientra nelle iniziative per ricordare il decennale della morte di Mario Dondero, avviate il 13 dicembre 2025 con la presentazione del libro Mille parole. Scritti sparsi (affinità elettive, 2025).
Per informazioni su orari d’apertura, costi d’ingresso e prenotazioni, consultare il sito di Fermo Musei: https://www.fermomusei.it/.
